
“al-Qāhira”, “La Vittoriosa”: il generale fatimide Jawhar al-Siqilli non andò per il sottile battezzando la futura capitale egiziana. Da allora, in slalom tra alterne fortune, Il Cairo rimane la metropoli araba per eccellenza, inafferrabile scrigno di stimoli e contraddizioni.
Nel dedalo di musiche germogliate tra quelle strade frenetiche, menzione speciale va alla vibrante cassette culture che, in barba a qualsiasi copyright, ha raccontato gioie e dolori della gente comune. Dopo l’epopea proletaria della shaabi, voce senza filtri dei sobborghi, a partire dai 70 toccò alla jeel cantare le speranze della gioventù bene.
All’epoca si parlò di “new wave” e, per una volta, l’iperbole è calzante: pur abbeverata alle inesauribili fonti nordafricane, la jeel traghetta le piramidi nello spazio a suon di sintetizzatori e drum machine. È la colonna sonora di un futuro perduto, l’elevazione del lusso effimero a grido identitario, una mirror ball appesa su un set di Youssef Chahine.
Archivio chiama, WEWANTSOUNDS risponde. Con la consulenza dell’esperto dj Disco Arabesquo e un visionario artwork di Heba Tarek, Matt Robin omaggia quella formidabile stagione con una carrellata tra folklore tecnologico e intrattenimento sofisticato, sempre all’insegna di un’irresistibile orecchiabilità. Sintonizzarsi su questa vecchia-nuova radio equivale a sognare come l’Egitto ci sognava, in un prisma di esotismi allo specchio.
Non poteva mancare il principino Hamid El Shaeri, qui rappresentato dalla soave Ouda, mentre tutto intorno si occhieggia vuoi al city pop (Seeb Alby dei Firkit Americana Show) vuoi all’Italo disco (El Milionerat di Madhat Saleh), ancheggiando tra spezie funk (Souq di Ammar El Sherei), calligrafie prog (Afifa El Hawa di Al Massrieen) e numeri di danza del ventre (Ya Habiby dei Firkit El Pharana, che non avrebbe sfigurato su un vecchio sceneggiato televisivo), oltre a un simpatico outro etnografico.
In mezzo a tanta febbre da ballo, il capolavoro arriva con il brano più introverso: pervaso da una malinconia tutta mediterranea, Rezq El Ein di Mostafa El Sakka ha il sapore di un liberatorio pianto a bordo pista, ideale per perdersi nelle infinite notti cairote.
Tracklist
1. Firkit Americana Show – Seeb Alby
2. Al Massrieen – Afifa El Hawa
3. Firkit Hany Shenoda – Lounga 85
4. Mostafa El Sakka – Rezq El Ein
5. Hamid El Shaeri – Ouda
6. Firkit El Pharana – Ya Habiby
7. Omar Fathy – Beteghdaby
8. Ammar El Sherei – Souq
9. Medhat Saleh – El Milionerat
10. Aida El Ayoubi – Asfour
11. Ahmed Adaweya – Little Up
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